martedì 3 settembre 2013

LUCE dei nostri occhi


Finalmente è arrivato il tanto atteso incontro del 3 Settembre.
E’ stata un giornata carica di emozioni che non dimenticheremo.
Luce, la nostra piccola grande donna, colei che è stata la guida di tutti i suoi fratelli, la colonna portante;
ora in questo momento ti trovi in un tunnel, all’inizio sei stata avvolta dal buio, non vedevi nulla, non avevi più riferimenti su cui contare, ma ora a poco a poco si comincia a vedere un chiarore, fino ad arrivare alla
fine ed uscire e vedere un grande bagliore di luce. Così sarà per te Luce! Perché adesso ci sono i tuoi fratelli
a sostenerti e guidarti, sei tu che ora hai bisogno di loro.
E in questo incontro hanno dimostrato di essere forti e maturi ad affrontare anche situazioni così importanti.
Hai visto che squadra che siamo, non ci ferma più nessuno!
Il legame che c’è tra di voi non ve lo toglierà nessuno, lo avete dimostrato ancora una volta in questo ultimo anno.
Siamo veramente orgogliosi di avere dei figli come voi, perché anche noi adulti abbiamo imparato e siamo cresciuti con voi.
Quello che non si vuol capire è che a volte dobbiamo vedere con i vostri occhi per capire il vostro mondo e di cosa avete bisogno, si eviterebbero tanti errori.
Scriviamo queste righe con tanta emozione, sperando che tutto si concluda al più presto e che questo incontro sia solo l’inizio di tanti altri incontri fantastici.
Noi tutti ti siamo sempre vicini e puoi contare su di noi.
Ti vogliamo bene. Ciao e a presto
Marina, Angelo, Daniela e Leydy

Trepidante attesa...


Finalmente le coccole...



E invece...

Torino - Genova, ore 14.30

 No, non è stato come il primo incontro, come quando ci siamo visti per la prima volta in Colombia, allora eravate spaventati, fragili, bisognosi di cure e di amore incondizionato, di certezze, di un appoggio sicuro per imparare a camminare.
Ora siete più grandi, più solidi, forse semplicemente più amati.
Avete messo in campo risorse che hanno sorpreso tutti noi grandi, a dimostrare che questa rete di legami che stiamo costruendo ha una forza e una resistenza in grado di sopportare strappi e lacerazioni profonde come gli eventi di questo ultimo anno.
I tuoi fratelli, e noi con loro, sono e saranno la tua ancora di salvezza, Luce.
Con loro e per loro crescerai anche tu, vincerai la tenebra che a volte ti abita e ti spaventa, scaccerai i mostri che non ti fanno dormire o mangiare, capirai che in ognuno di noi ci sono luci ed ombre, e che essere adulti significa guardare in faccia la nostra storia ed il nostro passato, guardando avanti, verso giorni tutti da inventare, fiduciosi di essere amati per quello che siamo dai nostri cari.
Grande Yuli, mi hai sorpresa, ti credevo fragile ed in balia delle tue emozioni, ti ho vista forte, capace di dare sicurezza e di consolare chi in quel momento era più in difficoltà di te. Grande Yuli, che hai imparato a mettere gli altri davanti ai tuoi bisogni, e ci sei riuscita in un momento ed in un contesto in cui anche noi adulti facevamo fatica a trovare parole "giuste", forse perché parole "giuste" non ce ne sono.
Grande Pie, fratellone protettivo, istruttore di bene e di generosità, riferimento assoluto per tutti i tuoi fratelli e sorelle, amico, confidente, complice, difensore, tutore di ciascuno, anche tu hai percorso il cammino che parte dal proprio bisogno (di compagnia, di affetto, desiderio di colmare una solitudine) verso la scoperta delle nuove "terre" della condivisione, della gratuità, del bene dato piuttosto che di quello ricevuto.
Cara Luce, appoggiati pure, non vacilleranno, e quando non sapranno dove andare e la strada sarà nebbiosa e insidiosa, cercheremo insieme la via migliore, come un'unica, grande famiglia. 
Lo diciamo con consapevolezza, ora: ti vogliamo bene, per sempre.


Belli, che siete..


Per "riprendersi", cosa c'è di meglio che una bella sfida a bowling?

Il vincitore all'opera:




Apprendisti: 



"Ma cosa sto sbagliando? Non è colpa mia, è la palla che va storta!"



Sorelle:











L'essenziale

Autostrada A12, Sestri Levante - Torino ore 8.10

La macchina scivola veloce sulla strada che si srotola davanti a noi, non c'è traffico, qualche "colletto bianco" in ritardo, gli operai, quelli con i camioncini e la pala, sono partiti presto, con il fresco di questa giornata limpida settembrina si lavora meglio.
Ieri sera i ragazzi non riuscivano a prendere sonno, le emozioni avevano il sopravvento.
Emozioni a raffica, uragani che si generavano e si incontravano scaravoltando la quiete apparente del cuore. 
È vero, questo incontro tanto desiderato, tanto atteso, ha il sapore di una torta appena sfornata, l'abbraccio di una copertina calda nelle prime serate autunnali, ma ha la forza di una stretta di mano tra due amici che fanno la pace, la ricchezza comunicativa di uno sguardo tra due innamorati, la tenerezza di una carezza materna, e la potenza vivificante di una boccata d'aria fresca quando esci dall'ospedale dopo lunga malattia.
Si, ci sentiamo così, come chi trattiene il fiato per troppo tempo, magari respirando ossigeno come i sub dalle bombole, sopravvivendo. Ma quando si può respirare a pieni polmoni, quando tutti gli odori ti entrano dentro, quando l'aria dilata il torace, allora è li che percepiamo la vita.
Questo incontro è la possibilità di ricominciare a vivere, costruendo insieme il futuro, inventando modi nuovi, per persone nuove, diverse, cambiate da quest'anno duro, difficile, sconvolgente, alienante a tratti, eppure intatte nelle loro relazioni fondamentali,  persone che hanno intuito che per ritrovarsi occorre
 "tornare all'origine, tornare a te, che sei per me l'essenziale" (M.Mengoni)

Qualche esercizio nell'attesa dell'incontro...






Di nuovo insieme!!!!!




Ai saluti, quando ci si scambiano pezzi d'anima...