Non dimenticherò mai quella sera del 21 luglio in cui sei comparsa davanti al video, tutta ben pettinata, con i tuoi due codini un pò nascosti dalle enormi cuffie, gli occhi verdi, curiosi e contenti, e non appena io mi sono fatto inquadrare dalla webcam mi hai detto: "Holà papi!".Io che ero nell'agitazione totale mista a "panico" già dal primo pomeriggio, a stento sono riuscito a tirar fuori dalla gola le parole per risponderti: "Holà Yuli!"
Ecco, questo è stato il nostro primo incontro, a 10.000 chilometri di distanza, ma a pochissimi centimetri dal cuore.
Parlo malissimo la tua lingua, non so mettere insieme una frase, ma tu stai lì davanti, paziente, curiosa, allegra, mi mandi i baci su MSN e io ti rispondo: "besos, Yuli!"
Ci basta questo per adesso, ci bastano gli sguardi, i bacini "a distanza".
Il mio viaggio verso di te è già iniziato da tempo, avrà "tappe" da rispettare, e non si concluderà certo con il mio arrivo nella tua splendida terra.
Ma ora mi sento come il corridore che ha appena iniziato l'ultima salita, non è dura come la prima, è più corta e tra poco vedrò lo striscione dell'ultimo km!
Holà Yuli!
Hasta pronto!
Massi
1 commento:
Naturalmente il tuo scritto raggiunge l'acme letterario nel paragone ciclistico... boh, che dire: ti sono a fianco nell'ultimo chilometro, e, se ce ne sarà bisogno, sono pronto a darti la borraccia (o la bici, se fori, ma su questo basta non fare certi pensieri...).
Con amicizia, Robby
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