Ieri sera abbiamo
finito presto di cenare e così mi hai detto ”-Papi, cosa facciamo stasera?
Giochiamo?” Tu hai scelto “Visual Game”, quello dove devi fare indovinare agli
altri della tua squadra parole, oggetti, personaggi o “modi di dire” solamente
disegnando su un foglio… Non era la prima volta che ci giocavamo, stavolta però
non abbiamo usato il tabellone con i punti (altrimenti si litiga…), ma volevamo
solo divertirci un po’ prima di andare a dormire. Tu hai voluto stare in
squadra con me e così mamma e Pietro erano nell’altra. Abbiamo cominciato: io
facevo dei disegni “penosi”(non sono capace…) ma tu riuscivi ad interpretarli
lo stesso (ricordi il mio “leone?”); quando toccava a te era bellissimo
guardarti disegnare mentre ti impegnavi tantissimo per farmi capire le cose,
volevi fare anche quelle difficili, per far vedere che tu sei capace, che vali,
che hai imparato sempre più parole italiane (ma quante ce ne sono nel
vocabolario?.....) Poi Pietro per farci indovinare il personaggio “Gulliver” ha
disegnato la piantina di Sestri nella via dove c’è il supermercato!… Che
ridere!... Poi io ho disegnato un’amaca, l’hai indovinata subito e hai detto:
-io la ho usata una volta… -Dove? – In Colombia, era nella stanza, vicino al
terrazzo… - si, ma in quale casa?-dico io –"L’ultima..." E poi silenzio. Non hai voluto
ricordare oltre. A volte succede così anche a me: un gusto, un
odore, una vecchia canzone, un oggetto, un auto che hai avuto quando eri giovane, una vecchia felpa dimenticata nel cassetto nella casa di mia mamma, risvegliano cose nella nostra memoria che pensavamo non esistessero più,
ma invece sono lì, e quando capita lo stimolo giusto, quasi sempre sempre inaspettato,
riemergono, con tutto il loro carico emotivo o nostalgico.
Cara Yuli, quando vorrai, noi saremo felici di ascoltare i tuoi ricordi.........
Cara Yuli, quando vorrai, noi saremo felici di ascoltare i tuoi ricordi.........
Papà e Mamma

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