giovedì 22 novembre 2012

il puzzle (sottotitolo: the last piece)


La vita è un grande puzzle.
Ti sono stati dati tutti i pezzi, senza però la figura da comporre. E tu cominci: i pezzi sembrano tutti simili, ma poi ne riconosci qualcuno: gli angoli. Sono 4, solo quattro su qualche migliaio… E li metti da parte. Saranno quelli da cui partirai per comporre la figura e su cui ti baserai. Poi noti che alcuni hanno un lato diritto: sono quelli dei bordi, sono in un numero maggiore, pazientemente li individui e cominci a comporre la cornice. E sei già un po’ più soddisfatto, ma non hai ancora idea di cosa verrà fuori. Potresti anche decidere di fermarti qui, dire che ti basta, dire che in fondo hai una struttura abbastanza stabile, che la tua vita ormai l’hai costruita, e pensare che è troppo complicato comporre gli altri pezzi che appaiono tutti uguali… Ma se trovi il tempo di guardarli, noti che non sono tutti dello stesso colore e forma, allora puoi suddividerli a gruppi simili, e provare a metterli al posto giusto, piano piano, a volte con enorme fatica. E più vai avanti nella composizione, più ti sale la voglia di vedere l’opera completa… Arriverà sicuramente qualche folata di vento, oppure addirittura un uragano, e scompiglierà i pezzi che avevi pazientemente e faticosamente suddiviso per forma e colore, ma non distruggerà il disegno fino ad ora composto. E allora con pazienza comincerai a riorganizzarli, con speranza continuerai la tua composizione, sapendo che fino a che non avrai posto l’ultimo pezzo non potrai dire di avere il disegno completo.
Massimo
(forza Luce)

lunedì 19 marzo 2012

Tema su papà

Pubblico oggi delle immagini in cui c'è un lavoro che Yuli ha fatto a scuola, (e che è probabilmente capitato anche a noi dover fare quando eravamo alle elementari...):
"Fate un tema su papà."
Mi è venuto il "groppo allo stomaco" quando l'ho letto... soprattutto nel finale!
Grazie Yuli, mi hai fatto proprio il più bel regalo per la festa del papà...
Grazie perchè riesci sempre a stupirci
Papà



mercoledì 22 febbraio 2012

Visual game


Ieri sera abbiamo finito presto di cenare e così mi hai detto ”-Papi, cosa facciamo stasera? Giochiamo?” Tu hai scelto “Visual Game”, quello dove devi fare indovinare agli altri della tua squadra parole, oggetti, personaggi o “modi di dire” solamente disegnando su un foglio… Non era la prima volta che ci giocavamo, stavolta però non abbiamo usato il tabellone con i punti (altrimenti si litiga…), ma volevamo solo divertirci un po’ prima di andare a dormire. Tu hai voluto stare in squadra con me e così mamma e Pietro erano nell’altra. Abbiamo cominciato: io facevo dei disegni “penosi”(non sono capace…) ma tu riuscivi ad interpretarli lo stesso (ricordi il mio “leone?”); quando toccava a te era bellissimo guardarti disegnare mentre ti impegnavi tantissimo per farmi capire le cose, volevi fare anche quelle difficili, per far vedere che tu sei capace, che vali, che hai imparato sempre più parole italiane (ma quante ce ne sono nel vocabolario?.....) Poi Pietro per farci indovinare il personaggio “Gulliver” ha disegnato la piantina di Sestri nella via dove c’è il supermercato!… Che ridere!... Poi io ho disegnato un’amaca, l’hai indovinata subito e hai detto: -io la ho usata una volta… -Dove? – In Colombia, era nella stanza, vicino al terrazzo… - si, ma in quale casa?-dico io  –"L’ultima..."  E poi silenzio. Non hai voluto ricordare oltre. A volte succede così anche a me: un gusto, un odore, una vecchia canzone, un oggetto, un auto che hai avuto quando eri giovane, una vecchia felpa dimenticata nel cassetto nella casa di mia mamma, risvegliano cose nella nostra memoria che pensavamo non esistessero più, ma invece sono lì, e quando capita lo stimolo giusto, quasi sempre sempre inaspettato, riemergono, con tutto il loro carico emotivo o nostalgico. 
Cara Yuli, quando vorrai, noi saremo felici di ascoltare i tuoi ricordi.........
Papà e Mamma