mercoledì 28 settembre 2011

Ma chi sei tu...?

agosto 2011 all'Isola del Giglio
Oggi sono due anni da quando ci siamo incontrati per la prima volta…
ti ricordi? vero? ti abbiamo detto che per noi è un po' come se fosse un altro tuo compleanno… lo è per noi e per tutti quelli che ti hanno conosciuta e aspettata... ma tu ci ricordi che il tuo è il 5 dicembre! 
Già, le nostre vite si sono incrociate da quel giorno di settembre di due anni fa,  e da allora di strada ne abbiamo fatta insieme, ci siamo conosciuti meglio, ci siamo fidati sempre di più, ti sei “ambientata” nel nostro paese(?) (come spesso mi chiedono le persone che incontriamo)… ma oggi non posso che chiedermi una cosa: ma tu, chi sei?
Sembra assurdo vero? 
Mi chiami sempre “papi” come da quella volta in videochiamata, e a me non viene più da piangere certo, diventa un’abitudine… 
Che cosa rischiosa è però l’abitudine! Come sento grande in me il rischio di “normalizzazione”, di dare certe cose per scontate, di non prestarti sempre quella cura e quell’attenzione di cui tu hai bisogno, di poterti lasciar esprimere le tue emozioni, le tue gioie, le tue paure, quelle che riconosci e quelle inconsce che ti porti dentro e chissà per quanto le porterai ancora…  e farti sentire che papà e mamma ci saranno sempre, che ormai non cambi più, che ormai non sei più da sola.
Ciao Yuli! 
Ti voglio bene!
Papà

lunedì 19 settembre 2011

Vacanza...

Ciao a tutti,
siamo rientrati da poco da una settimana vissuta insieme dalle nostre tre famiglie al completo.
Che bello!!!
Voi bambini la aspettavate fino dall'inizio dell'estate, fin da quando vi abbiamo comunicato questo nostro progetto.
Ricorderemo per un bel po' quel casolare in Toscana, con i suoi alberi grandi, il tappeto d'erba del giardino, i balletti con l'i-pod, la meravigliosa piscina rinfrescante, le colazioni tutti insieme, il barbecue alla sera, le fiorentine, le fresche serate degustando un Bolgheri d.o.c. chiacchierando fino a tardi, la spiaggia di Baratti, gli scivoli del parco acquatico, le canoe del "Cavallino Matto", la caccia al tesoro, la fiaba di Biancaneve,  ...
Tutte cose semplici, niente di eccezionale, ma forse è proprio nella semplicità che il nostro stare insieme è sempre così bello e piacevole, al di là delle piccole difficoltà e contrattempi che possono capitare.
Grazie Ragazzi!!! (grandi e piccoli)
Massimo

Questo post arriva dopo quasi un anno di "silenzio"; vorremmo riprendere a scrivere nuovamente su  questa sorta di "diario di bordo", per poter così mantenere viva una memoria di cose, fatti, sensazioni, riflessioni, che il tempo "tiranno" e veloce rischia di far scivolare via come acqua sui sassi...

C'è anche un video:


Altre foto:
 i cinque cicloni (manca Leydy se no sarebbero 6...)
omaggio a Giosuè


 pallanuoto



sabato 23 aprile 2011

salti, rondate e capriole

Guardo l'intestazione del blog: ma chi è quella bella bimba che mi guarda spaurita?
Sei tu? noooooooo!
Ora il tuo sguardo mi affronta, mi sfida, regge il confronto, nessun timore, nessuna paura più.
Che bello!
La nostra pigrizia, ma anche la mancanza di tempo da "perdere"e un po' di tranquillità, ci impedisce di trascrivere qui i momenti significativi di quest'anno, ma da quelle zucche in poi... quante ne sono capitate!
il tuo compleanno, con i bambini del catechismo e insieme a Marco, il tuo timido compagno, che ti guardava adorante...

Il Natale, vissuto nell'attesa di un incontro con tutte le sorelle dell'asse Genova-Sestri-Roma e purtroppo culminato con il tuo accesso al PS del Gaslini e successivo mese a casa, in compagnia di flebo e aerosol (mamma medico...) e compiti da recuperare...che periodo...va beh! passato. E non mangiavi, brutto segno. Ricorderò sempre quando Pietro e Luce sono venuti a chiamarci (eravamo nella taverna di Murta, ricordi?) perchè avevi il febbrone, e quella notte passata a sentirti la fronte, ad ascoltarti respirare, affannosa, fino alla decisione di andare in ospedale, quando non riuscivi a parlare, nè a stare in piedi, e l'infermiera del Gaslini che non credeva che tu potessi avere la saturazione così bassa, e la mia collega che ti voleva ricoverare. 
Hai messo la tua vita nelle mie mani, e se ci penso è stata una responsabilità da brivido. Un affidarsi incondizionato, senza nessun dubbio nè timore, questione di tempo, passerà. 
E le flebo, tre volte al giorno per tanti giorni.
Poi piano piano quella bruttissima tosse è scomparsa, è tornato l'appetito ed è cominciata la tua carriera di ginnasta.

Ruote, su ruote, su ruote, capriole, salti, passi del gatto, del cervo, rondate, saluti. 
Fino alla gara...